In base alle dichiarazioni della Direzione Generale delle Imposte relative al trattamento fiscale dei CFD (Vinculante Consultazioni V0276-07; V0076-09, tra gli altri), i risultati ottenuti dal Cliente in conseguenza delle liquidazioni giornaliere dei CFD devono essere qualificati ai fini dell'Imposta sul reddito personale come plusvalenze o minusvalenze.

Per quanto riguarda gli importi ricevuti o pagati dal Cliente equivalenti ai diritti economici - dividendi, rendimento del capitale o premio di emissione, diritti di sottoscrizione preventiva - pagati per le azioni sottostanti durante la durata del CFD di riferimento, nella misura in cui il pagamento o l'addebito al cliente di tali importi è destinato a compensare l'effetto della diminuzione della quotazione che il pagamento di tali diritti provoca nel prezzo delle azioni, essi devono essere calcolati, con il segno corrispondente, per determinare la plusvalenza o la minusvalenza generata nella liquidazione corrispondente alla data di pagamento del diritto economico.

Per quanto riguarda le spese sostenute dal contribuente per l'intermediazione all'ente di consulenza e per le commissioni contrattuali relative all'apertura e alla risoluzione di ciascun contratto per differenze, nella misura in cui costituiscono spese inerenti le operazioni sopra citate, esse saranno calcolabili per determinare l'utile o la perdita patrimoniale prodotta nella liquidazione corrispondente alla data in cui ciascuna di tali spese è stata pagata.

Infine, in relazione al margine finanziario pagato dal Cliente in posizione di acquisto, la DGT ha ritenuto che in nessun caso è calcolabile determinare l'utile o la perdita generata, in conformità a quanto previsto dall'articolo 35.1.a) della legge 35/2006, in quanto tale margine costituisce, ai fini dell'imposta sul reddito personale, un onere finanziario.

Per quanto riguarda il margine finanziario percepito dal Cliente nel caso di contratti per differenza con una posizione di vendita, sebbene la sua natura sia quella di un interesse trasferito al Cliente dall'entità che agisce in qualità di controparte derivante dall'investimento dell'importo generato con la vendita delle azioni, si deve concludere che gli importi ricevuti costituiscono una componente aggiuntiva da prendere in considerazione nel calcolo della plusvalenza o minusvalenza derivante dalla liquidazione dei contratti con una posizione di vendita.

Pertanto, per i clienti con una posizione di acquisto, il calcolo dell'utile o della perdita di valore netto è determinato secondo la seguente equazione:
 
- (Valore di chiusura - Valore di partenza) + Importo equivalente all'evento societario (dividendi, rendimenti di capitale, ecc.) - Commissioni (commissioni legate all'apertura e alla cancellazione dei CFD).
 
Nota: è importante tenere presente che il margine finanziario pagato dal Cliente non viene preso in considerazione nella quantificazione della plusvalenza e della minusvalenza come indicato dal DGT.
 
Per i clienti con una posizione di vendita, il calcolo della plusvalenza o minusvalenza netta è determinato secondo la seguente equazione:
 
- (Valore di chiusura - Valore iniziale) - Importo equivalente all'evento societario (dividendi, rendimenti di capitale, ecc.) + Interessi (Margine finanziario) - Commissioni.

Nota: secondo quanto indicato dalla DGT, gli interessi percepiti dal Cliente in questo caso, in quanto non derivanti da un'effettiva cessione del capitale o che non costituiscono retribuzione degli utili, devono essere presi in considerazione dal Cliente ai fini della quantificazione dell'utile o della perdita patrimoniale.